Sez. 5, Sentenza n. 12284 del 05/10/2001 (Rv. 549516 - 01)
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972 - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE | Tributi doganali indebitamente versati - Azione di ripetizione - Produzione della bolletta doganale - Necessità - Esclusione - Dedotta pregressa consegna della bolletta all'amministrazione finanziaria - Principio ex art. 18 della legge n. 241 del 1990 (ribadito e specificato dalla successiva legge n. 212 del 2000) - Applicabilità - Conseguenze - In caso di rifiuto o risposte generiche od immotivate della P.A..
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972 - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - IN GENERE
La disposizione dell'art. 18 della legge n. 241 del 1990, alla cui stregua il responsabile del procedimento deve provvedere d'ufficio all'acquisizione di quei documenti che, già in possesso dell'amministrazione, contengano la prova di fatti, stati o qualità rilevanti per la definizione della pratica 8 disposizione ribadita e rafforzata dall'art. 6, comma quarto, della successiva legge n. 212 del 2000, che ha escluso la possibilità di richiedere ai privati informazioni o documenti di cui l'amministrazione già disponga) costituisce espressione di un più generale principio, operante anche nel processo. Ne consegue che, qualora il contribuente che agisca per la restituzione di diritti doganali non dovuti deduca che le bollette doganali di pagamento sono in possesso dell'amministrazione, quest'ultima è tenuta a pronunciarsi in modo non generico o immotivato sull'effettivo possesso e sul reale contenuto degli atti in questione, ed il giudice può, in caso di rifiuto o di risposte generiche od immotivate, trarre argomenti di prova da tale comportamento.
Riferimenti normativi: DPR 23/01/1973 num. 43 art. 91, Legge 07/08/1990 num. 241 art. 18, Legge 27/07/2000 num. 212 art. 6 com. 4 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)