Sez. 1, Sentenza n. 5383 del 05/06/1990 (Rv. 467546 - 01)
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - ULTRA ED EXTRA PETITA - ACCERTAMENTO - POTERI DELLA CORTE DI CASSAZIONE.*
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - ULTRA ED EXTRA PETITA - ACCERTAMENTO - POTERI DELLA CORTE DI CASSAZIONE.*
Il principio secondo cui l'interpretazione delle domande, eccezioni e deduzioni delle parti dà luogo ad un giudizio di fatto riservato al giudice di merito non trova applicazione quando si assume che tale interpretazione abbia determinato un vizio riconducibile nell'ambito dell'art. 112 cod. proc. civ., a norma del quale il giudice deve pronunziare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa. In tal caso, deducendosi un vizio in procedendo, la Corte di Cassazione è giudice anche del fatto ed ha, quindi, il potere-dovere di procedere direttamente all'esame ed all'interpretazione degli Atti processuali e, in particolare, delle istanze e deduzioni delle parti. (Conf 2681/84, mass n 434712; (Conf 1689/84, mass n 433756; (Conf 3800/83, mass n 428715).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)