Sez. 1, Sentenza n. 9242 del 17/09/1997 (Rv. 508073 - 01)
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - IN GENERE | Determinazione - Criteri - Individuazione delle aree edificabili - Art. 5 bis legge n. 359 del 1992 - Possibilità legali ed effettive di edificazione - Coesistenza delle due condizioni - Necessità - Esclusione - Edificabilità di fatto - Presupposti.
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - PROCEDIMENTO - LIQUIDAZIONE DELL'INDENNITÀ - IN GENERE
In tema di espropriazione per pubblica utilità, ai fini della valutazione dell'edificabilità di un'area, le possibilità "legali ed effettive di edificazione" previste dall'art. 5 bis legge n. 359 del 1992 non devono e non possono logicamente coesistere, avendo il suddetto articolo prospettato invece due distinte situazioni, una (principale) in cui l'edificabilità deriva dall'esistenza di una regolamentazione legale dell'assetto urbanistico dalla cui osservanza discende la condizione di legalità, e l'altra (secondaria) relativa alle aree comprese in Comuni sprovvisti di strumento urbanistico e situate fuori dal perimetro del centro edificato, dove l'edificabilità può essere valutata solo "in fatto" secondo gli indici elaborati dalla giurisprudenza e dalla tecnica estimatoria. Pertanto, anche in seguito all'art. 5 bis legge n. 359 del 1992, può essere valutata l'edificabilità di fatto di un'area, purché, pur in assenza di uno strumento urbanistico adottato o approvato, tale edificabilità risulti comunque compatibile con le generali scelte urbanistiche.
Riferimenti normativi: Legge 08/08/1992 num. 359 art. 5 bis CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)