Sez. L, Sentenza n. 6864 del 10/08/1987 (Rv. 455060 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - VIOLAZIONE DELLE REGOLE DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO NEL COMPIMENTO DELLE OPERAZIONI SELETTIVE - AZIONE DEL LAVORATORE ESCLUSO DALLA PROMOZIONE PER LA CONDANNA ALL'ADEMPIMENTO E PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO - ACCOGLIMENTO - CONDIZIONI RISPETTIVE - REGIME RELATIVO DAL CONTRADDITTORIO - LITISCONSORZIO NECESSARIO - LIMITAZIONI ALLA PRIMA DELLE PREDETTE AZIONI.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - VIOLAZIONE DELLE REGOLE DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO NEL COMPIMENTO DELLE OPERAZIONI SELETTIVE - AZIONE DEL LAVORATORE ESCLUSO DALLA PROMOZIONE PER LA CONDANNA ALL'ADEMPIMENTO E PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO - ACCOGLIMENTO - CONDIZIONI RISPETTIVE - REGIME RELATIVO DAL CONTRADDITTORIO - LITISCONSORZIO NECESSARIO - LIMITAZIONI ALLA PRIMA DELLE PREDETTE AZIONI.*
Nel caso in cui il datore di lavoro abbia violato le regole di correttezza e buona fede nel compimento delle operazioni selettive previste dalla disciplina del rapporto, il lavoratore escluso dalla promozione può agire contro il datore di lavoro sia per ottenere la condanna (peraltro incoercibile) all'adempimento - e cioè alla ripetizione delle operazioni stesse, alla quale non osta l'eventuale limitazione dei promuovendi ad un numero predeterminato, giacché la promozione di un candidato in luogo di quello che ad essa avrebbe diritto secondo le indicate regole non costituisce atto dovuto e non è riconducibile al previsto procedimento selettivo - sia per il risarcimento del danno, il quale non S'identifica necessariamente nella mancata percezione delle differenze retributive connesse alla qualifica superiore, potendo configurarsi un danno risarcibile anche nel caso della vanificazione di una ragionevole probabilità di promozione. Rispetto a tali due azioni - il cui accoglimento non presuppone la declaratoria di nullità delle promozioni irregolari, ma solo l'accertamento dell'inadempimento nonché, nel caso di domanda di risarcimento, dell'esistenza di un danno che di esso sia conseguenza diretta ed immediata - diverso è il regime del contraddittorio, la necessità della cui integrazione nei confronti dei candidati anteposti all'attore sussiste solo nel primo caso e non anche nel secondo, non potendo l'accoglimento della domanda di risarcimento pregiudicare le parti assenti dal processo. (V 3139/87, mass n 452230; (V 3139/87, mass n 452231; (V 4386/86, mass n 447145; (V 2621/85, mass n 440424; (V 1603/85, mass n 439593; (V 7288/83, mass n 431885; (V 3674/83, mass n 428572).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1175, Cod. Civ. art. 1375, Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 101, Cod. Proc. Civ. art. 102 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)