Sez. U, Sentenza n. 839 del 11/02/1982 (Rv. 418666 - 01)
LOCAZIONE - OBBLIGAZIONI DEL CONDUTTORE - CORRISPETTIVO (CANONE) - MOROSITÀ - DOMANDA DI RISOLUZIONE - COMPETENZA PER VALORE - APPLICABILITÀ - DOMANDA PREGIUDIZIALE DI DETERMINAZIONE DEL CANONE - COMPETENZA DEL PRETORE O DEL CONCILIATORE - PERSISTENZA - CRITERIO DELL'ACCESSORIETÀ EX ART. 31 COD. PROC. CIV. - INAPPLICABILITÀ.*
LOCAZIONE - OBBLIGAZIONI DEL CONDUTTORE - CORRISPETTIVO (CANONE) - MOROSITÀ - DOMANDA DI RISOLUZIONE - COMPETENZA PER VALORE - APPLICABILITÀ - DOMANDA PREGIUDIZIALE DI DETERMINAZIONE DEL CANONE - COMPETENZA DEL PRETORE O DEL CONCILIATORE - PERSISTENZA - CRITERIO DELL'ACCESSORIETÀ EX ART. 31 COD. PROC. CIV. - INAPPLICABILITÀ.*
Dopo l'entrata in vigore della legge 27 luglio 1978 n. 392, in tema di locazione d'immobili urbani, per cui le questioni relative alla Determinazione del canone sono di Competenza del pretore o del conciliatore, ai sensi dell'art. 45 della legge stesse, anche se l'accertamento del canone dovuto debba essere fatto indipendentemente dal sistema di Determinazione, aggiornamento ed adeguamento fissato da tale normativa, nel giudizio in cui, accanto alla domanda dello attore diretta alla risoluzione del contratto per la morosità del conduttore nel pagamento del canone (nella specie per mancato adeguamento, pattiziamente stabilito, alle variazioni (ISTAT) - appartenente per valore alla Competenza del tribunale - venga posta in via principale o riconvenzionale, specifica domanda di accertamento del canone stesso, pur essendo siffatta questione pregiudiziale rispetto alla domanda di risoluzione, non è configurabile una attrazione di quest'ultima nella Competenza del pretore o del conciliatore, essendo inutilizzabile il criterio dell'accessorietà di cui all'art. 31 cod. proc. civ., sia per la maggiore importanza che la domanda di risoluzione (che incide sull'intero rapporto) presenta rispetto a quella di Determinazione del canone - che attiene ad una sola delle prestazioni corrispettive), sia per la non configurabilità di un tale criterio nel caso in cui la Determinazione in questione sia richiesta in via riconvenzionale. Con la conseguenza che mentre la pregiudiziale domanda di Determinazione del canone resta affidata alla Competenza funzionale del pretore o del conciliatore, la cognizione della domanda di risoluzione del contratto di locazione va devoluta secondo i criteri della Competenza per valore al giudice eventualmente diverso, con la correlativa separazione dei relativi giudizi.*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 31 CORTE COST., Legge 27/07/1978 num. 392 art. 45 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)